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Grattacieli, cover NEWS
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Abbiamo guardato con stupore il rimbalzo del mercato azionario americano e obbligazionario di ieri.

Tutto è successo in poco tempo allorquando, durante l’attesissima riunione della Fed, Powell prende la parola e fa il solito capolavoro linguistico.
Inizia a parlare e fa passare gli indici dei mercati da un territorio molto negativo ad uno molto positivo.
Grazie all’uso di alcune parole è riuscito nel suo intento di mostrarsi molto deciso, ma non così “cattivo” come il mercato si aspettava.
Ha fatto intendere, infatti, che sarà molto aggressivo nella sua politica di rialzo dei tassi interesse, necessaria per controllare l’inflazione… ma darà solo schiaffi e non pugni e cazzotti.

Tradotto significa che rialzerà i tassi da qui alla fine dell’anno 4 volte con un incremento di 0,50 punti percentuali e non farà incrementi ancora più marcati da 0,75 punti percentuali come ci si aspettava

E il mercato festeggia

Un po’ come quando da bambino fai la marachella e sai che il papà potrebbe “menarti” ed invece te la cavi con poco.

Complimenti alla FED che ancora una volta ha dimostrato di sapere “intortare” bene gli investitori, sapendo dire la stessa cosa in modo diverso, senza che cambi il risultato finale.
Riteniamo, tuttavia, che nel mercato ci siano ancora delle anomalie e che la situazione rimane ancora nel breve termine di difficile interpretazione.

  1. La FED può fare poco contro gli attuali trend inflattivi che sono principalmente guidati da dinamiche dal lato dell’offerta quali i colli di bottiglia nei processi produttivi, i blocchi delle forniture legati alla guerra in Ucraina e i lockdown in Cina.
  2. L’unico modo che la Fed ha per riportare equilibrio tra domanda ed offerta di prodotti e servizi e anche a ridurre il gap tra domanda ed offerta di lavoro è portare l’economia in recessione.
  3. La Fed ha ormai poche pallottole da sparare, che sono peraltro anche spuntate.

Si è ridotta ormai a dichiarare che è da escludere un rialzo dei tassi da 0,75 punti base quando poi si dichiara disposta ad alzare al ritmo di 50 bps ad oltranza.

Tutte queste considerazioni ci portano a ritenere che il rimbalzo di ieri sia dettato da aggiustamenti tecnici di breve termine.

Sempre nel breve potrebbe sicuramente anche proseguire, ma poi anche gli operatori più dovish tornerebbero a fare i conti con la realtà e si fermerebbero negli acquisti.
Finché non ci sarà una diminuzione delle tensioni inflattive, finché la guerra continuerà ad aggravare tutti i fattori che poi portando ad un inasprimento dei prezzi, finché la Cina rimarrà in lockdown, non potremo aspettarci un mercato brillante.

Ma questa, se ci conoscete e ci leggete da tempo, è una valutazione che lascia il tempo che trova perché per noi investire non significa mai inseguire il mercato ma affrontarlo nel modo corretto, lasciando che gli investimenti fatti abbiamo il giusto tempo, il corretto orizzonte temporale per dare i risultati che dagli stessi ci si può attendere.

Per cui è giusto seguire e capire cosa decide la Fed ogni volta che si ritrova, ma senza stressarsi.

Tanto sappiamo che alla fine gli investimenti e l’economia reale nel tempo crescono sempre… mese più mese meno non fa differenza.

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