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Non è solo rischio Russia

Quando i mercati sono in preda ad eventi geo-politici, tutto può cambiare velocemente.

Il clima che viviamo questa mattina davanti agli schermi è quello tipico di una giornata di risk off in cui scende tutto.
Nel week end si sono susseguiti una serie di fatti che hanno aumentato in modo sensibile il rischio dei mercati finanziari, da quello specifico dell’emittente Russia a quello sistemico.

L’aumento del rischio specifico dell’emittente Russia è stato subito “bollato” dalle agenzie di rating che hanno abbassato il rating della Russia e dell’Ucraina. Il rating è junk.

Ma questo, paradossalmente è il problema minore.

In seguito all’avanzata delle Truppe Russe nel territorio dell’Ucraina, le sanzioni afflitte dall’America e dall’Europa alla Russia sono state incrementate.
Molte banche sono state escluse dall’accesso al sistema internazionale di pagamenti SWIFT.

Alla banca centrale Russa è stato vietato l’accesso alle riserve in valuta estera.

Con queste due manovre si mira a decretare il collasso finanziario della Russia. E questa non è poca cosa, non solo per gli effetti sulla Russia ma anche per gli effetti di tipo sistemico.
L’esclusione dall’accesso al sistema SWIFT per molte delle banche russe significa che migliaia di transazioni finanziarie saranno bloccate, che controparti russe di aziende Europee o americane non riusciranno ad eseguire i pagamenti.

Al contempo, controparti Russe non riusciranno a ricevere i pagamenti dalle controparti estere.

Questo porta ad una conseguenza.

Una crisi di liquidità.

Le aziende estere (americane ed europee) non ricevendo i pagamenti si troveranno a chiedere finanziamenti alle proprie banche locali le quali busseranno cassa alla BCE e alla FED.

In pratica, la FED e la BCE saranno obbligate ad immettere liquidità nel sistema.

Più difficile la situazione in Russia. Se un’azienda Russa non riceve più il pagamento dalle aziende estere a causa del blocco dell’accesso al sistema SWIFT dovrà chiedere liquidità alla banca locale. Ma le banche Russe sono già oggetto di sanzioni e difficilmente possono far conto sull’aiuto della Banca Centrale Russa. Anch’essa è oggetto di sanzioni. Ad essa è stato limitato l’accesso alle riserve in valuta estera per 643 miliardi di USD. E questo comporta due conseguenze importanti: la prima è che la Banca Centrale Russa non può attingere a tali riserve per finanziare le banche e consentire di immettere sul sistema liquidità diretta a sopperire la mancanza di pagamenti esteri. La seconda, molto più importante, è che la Banca Centrale Russa non è in grado di vendere le riserve estere per difendere la discesa del Rublo.

E questo porta ad un grosso problema.

Il deprezzamento del Rublo fa si che l’inflazione in Russia schizzi al rialzo, che si assista alla corsa alle banche da parte dei correntisti per prelevare quanti più dollari possibili, nel tentativo di salvare il proprio potere di acquisto. Ma i dollari in Russia sono ormai finiti e la banca centrale non può più avere accesso alle riserve valutarie.

In Russia si sta creando una crisi di liquidità importante che porterà al collasso finanziario del sistema.

Ora passiamo dalla crisi Russa alla crisi sistemica.

In primo luogo questi aumenti aumentano il rischio sistemico. Esso è prezzato correttamente dai ribassi dei mercati azionari di questa mattina.
In secondo luogo la discesa del Rublo porterà a vendite sui bond in Rubli e sugli ETF in divisa locale dei paesi emergenti. Si assisterà a forte pressione sul comparto con relativo aumento della volatilità dei portafogli.
In terzo luogo, i ribassi dei mercati azionari associati a ribassi dei portafogli per le esposizioni sui bond dei paesi emergenti porterà a vendite da de-risking generalizzate.

Oggi e domani potremmo assistere ad una fase di grande incertezza sui mercati.

Speriamo che la situazione si risolva al più presto.

Non lo abbiamo detto all’inizio di questo articolo ma ovviamente il nostro PENSIERO oggi va a tutti coloro che in questo momento vivono il terrore dell’ennesima e stupida guerra e alle persone che hanno perso e potrebbero perdere la VITA a causa dell’imbecillità di pochi uomini, che nulla a che vedere hanno con il genere umano.

Ma il nostro ruolo di consulenti ci impone di essere il più distaccati e professionali possibile per non incorrere in decisioni dettate dall’emotività.

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