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Focus del giorno

Il focus del giorno è ancora sul tema Russia-Ucraina.
Si rischia di diventare monotoni e noiosi a furia di parlarne, ma in questi giorni il mercato è concentrato su questo tema.

Ci attende una giornata di possibile rimbalzo dei mercati e quanto meno di consolidamento.
Le sanzioni afflitte da Biden alla Russia, che prevedono la sospensione degli acquisti di bond sovrano russo assieme ad altre misure su un elite di persone vicine al Cremlino, su due banche e sulle entità VEB.RF e Promsvyazbank sono state considerate misure “blande” dal mercato e come tale non fonte di preoccupazione.

La strategia adottata dall’America è quella di comminare sanzioni misurate, che tengono conto della gravità delle azioni dei Russi.

Le misure adottate fino ad ora mirano a penalizzare la Russia per aver annesso le due regioni dei separatisti.

Ulteriori misure verranno adottate in caso di invasione bellica.

Questo distende i nervi degli operatori ma continua a tenerli in allerta.
Il rischio, a livello operativo è che, in questo stato di allerta continuo, basti una singola notizia o semplicemente un rumor per muovere velocemente i listini e le altre asset class rischiose.

Ma si tratta di movimenti di breve, va ricordato.

E quindi in tale contesto di mercato risulta molto rischioso implementare strategie di trading.

Quindi? La domanda è sempre la stessa. Dobbiamo porcela tutte le mattine.

“Che fare”? Si compra o si vende?

Bisognerà approcciare il mercato per i prossimi mesi ancora in maniera molto prudente.

Il mercato è caratterizzato da forte volatilità, non solo per le tensioni geopolitiche, ma anche perché in sottofondo rimane la questione macro economica caratterizzata da un’inflazione ancora molto forte in tutto il mondo, politiche monetarie restrittive delle banche centrali e rischio di rallentamento.

E allora per un secondo togliamo gli schermi dalle notizie sulla guerra in Russia ed osserviamo il grafico delle aspettative di inflazione.
Il break even point a 2 anni continua a salire e si sta avvicinando sempre di più al livello del 4%.

Questo non può essere trascurato dagli operatori. Presto il focus tornerà su questo tema ed il mercato dovrà prezzare l’aumento di questa componente di rischio.

Vogliamo comunque evidenziare un fatto rassicurante.

Il mercato è preparato per ulteriori turbolenze con aspettative negative già incorporate nei prezzi attuali.
Nel corso delle ultime settimane si è assistito ad un aumento importante delle attività di short selling (vendite al ribasso).

Questo fa sì che, se il mercato dovesse ancora scendere, molte delle posizioni short verrebbero gradatamente chiuse in profitto, rallentando la violenza delle vendite e contestualmente riposizionando gli operatori sul tasto BUY.

I rischi di downside ci sono, ma è evidente che il mercato è gia piuttosto pronto a sostenerli. Questo rassicura e riduce la potenziale violenza di futuri sell off.
Vendere ora potrebbe significare uscire da uno dei punti di minimo da cui il mercato potrebbe ripartire.

Per cui occorrerà come sempre portare pazienza e mantenere gli investimenti, adottando magari qualche piccolo accorgimento per ottimizzare il rendimento complessivo della propria asset allocation di portafoglio.

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