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Continuerà il rimbalzo?

Gli indici Europei ed Americani hanno messo a segno un importante rimbalzo la scorsa settimana.

La domanda che ci poniamo tutti questa mattina è: “continuerà”?

La risposta, come al solito, deve essere articolata.
Sussistono senza dubbio degli elementi positivi a favore della continuazione del rimbalzo.

  • In primo luogo, i colloqui diplomatici hanno portato a sperare in un cessate il fuoco. (si tratta di una mera speranza al momento).
  • In secondo luogo, la Cina si è mossa a favore di un supporto concreto all’economia e ai mercati finanziari.
  • In terzo luogo, i leader europei si stanno affacendando per poter risolvere il problema contingente dei rincari energetici: Boris Johnson riapre ai programmi dell’energia Nucleare ed Eolica.
    La Germania stila accordi con i Qatar per la fornitura del Gas Naturale.
    A questo si sono aggiunte le “technicalities” legate alla scadenza opzioni della scorsa settimana che hanno portato ad acquisti forzati da parte di dealer e market makers.

Ma sussistono anche elementi negativi.

La crisi energetica non potrà essere risolta a breve.

L’uscita dal mercato del produttore Russo pesa per 3 milioni di barili al giorno e potrebbe scatenare la più grossa crisi energetica della storia.
I governi potrebbero sicuramente intervenire con agevolazioni, riduzioni delle taariffe o simili misure fiscali (alcuni governi hanno già implementato tali misure), ma la crisi, per essere risolta, necessita di un crollo della domanda.

E perché questo avvenga ci sono due soluzioni:

  • La prima è quella di far cadere le economie in recessione.
  • La seconda è quella di adottare una serie di comportamenti diretti a ridurre la domanda energetica, in primo luogo di benzina e carburante.

Il primo scenario inizia ad essere già scontato dal mercato, almeno da quello dei bond in cui stiamo assistendo ad inversioni della curva dei rendimenti in USA.
Si assistono ad inversioni tra la scadenza 7-10 anni e tra quella 3-5 anni.

Il secondo scenario è quello delineato dall’EIA (l’agenzia statistica e analitica del Dipartimento dell’energia degli Stati Uniti), come soluzione per poter fronteggiare l’attuale crisi.
L’EIA suggerisce l’adozione di una serie di comportamenti diretti a ridurre il consumo di petrolio e riportare in equilibrio domanda ed offerta nell’attesa che la situazione geo-politica si ristabilizzi.

Tra le misure suggerite, l’utilizzo del car sharing, la riduzione della velocità e quindi dei limiti imposti sulle strade, la riduzione degli spostamenti per lavoro, le domeniche “green”…, l’uso dei treni e non degli aerei etc.

In sintesi, ci vorrebbe una nuova pandemia… e non è detto che non arrivi ad ascoltare l’ultimo discorso di Draghi a Palazzo Chigi.

Tornando alla risposta alla domanda del report.

Riteniamo che i mercati diventino sempre più sensibili al newsflow.
Assisteremo a rally improvvisi su newsflow che allentano le tensioni in Ucraina.
Al contempo, gli occhi degli operatori rimarranno ancorati al grafico del petrolio e alla curva dei rendimenti USA.

Segnali di ulteriore rafforzamento del petrolio (come oggi) associati ad ulteriori processi di inversione della curva, spingeranno gli operatori a scontare sempre più uno scenario di stagflazione. In quel caso i listini tenderanno a stornare.

Per cui, nel breve, non si può definire e prevedere una direzionalità precisa dei mercati finanziari.
Difficile in questo contesto poter assistere ad un trend positivo degli indici azionari
È molto più probabile che il mercato possa essere caratterizzata da forte volatilità.

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