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Un sospiro di sollievo

Sarà probabilmente una seduta di sollievo quella che sta per iniziare oggi sulla scia dei tentativi di diplomazia dei capi di Governo di mezzo mondo per sedare la tensione tra Russia e Ucraina.
Il focus del mercato, al momento, è su questo tema e ci si trova ad affrontare un rischio binario che si traduce e sintetizza con l’espressione “guerra si, guerra no.”
E cosi, ad ogni segnale di allentamento delle tensioni tra Russia ed Ucraina, ad ogni notizia di un possibile accordo o summit si torna a comprare le asset class rischiose e viceversa.

Notizia del giorno è che USA e Russia hanno mostrato un’apertura per un summit sulla questione Ucraina, summit che si concretizzerà alla condizione che Putin non attacchi nel frattempo l’Ucraina. E mentre l’intelligence USA continua a sostenere che un attacco sia imminente, i portavoce della Russia continuano a negarlo.
Ma se il focus dei mercati in questo momento è sul conflitto Russia Ucraina, non bisogna dimenticare il tema dei tassi che domina comunque il trend di fondo.

Il rischio prevalente continua ad essere quello di trovarci a convivere con una FED molto aggressiva che se dovesse alzare i tassi più del previsto potrebbe rallentare oltremodo l’economia USA.
Al momento, tale rallentamento non è prezzato. I bond high yield continuano a tenere. I bond corporate, di tipo investment grade stanno iniziando ora a prezzare un maggior rischio, ma gli spread sono ancora lontani dai livelli di stress.

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Al momento il mercato azionario americano così come quello obbligazionario delle emissioni corporate sta prezzando uno scenario di rientro “naturale” dell’inflazione ai livelli storici.
Gli ultimi dati sui CPI continuano a mostrare nuovi massimi.

I dati sulle vendite al dettaglio in USA evidenziano ancora un fortissimo potere di acquisto da parte dei consumatori. Pattern simili nel settore immobiliare in cui l’offerta fa ancora fatica a stare al passo con la domanda.

In sintesi, oggi possiamo anche goderci questo rimbalzo, ma con la consapevolezza che il problema del mercato non è il rischio guerra ma il rischio aumento dei tassi che andrà costantemente monitorato.

Se dovesse subire un ulteriore inasprimento potremmo avere delle conseguenze sui mercati nel breve termine ma poi tutto ritornerebbe nella normalità.
Per cui come sempre serve avere gli occhi attenti al breve termine ed uno sguardo più orientato ai lunghi orizzonti.

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