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L’analisi tecnica è un’attività che spesso può dare delle letture interessanti sui movimenti del mercato.

Dato che oggi è un giorno importante in termini di scadenze di opzioni e futures su indici e azioni, pensiamo sia doveroso fare qualche osservazione su questo aspetto.
Ribadiamo che questa attività è un’attività da addetti ai lavori, che diventa meno importante per un investitore di lungo termine; questo perché i mercati assorbono sempre le oscillazioni di breve dovute anche a scadenze di questo tipo e nel tempo tendono sempre a salire.
Arriviamo da buoni rialzi messi a segno dagli indici Europei ed Americani nel corso degli ultimi 3 giorni.
Proprio a causa delle scadenze di opzioni.

I motivi sono due

  • Il primo ha a che fare con l’ammontare di posizioni aperte.

Oggi sono in scadenza contratti derivati per 3.5 trillioni di USD.

Questo solo per il mercato Americano!

  • Il secondo ha a che fare con il posizionamento degli strike price.

Molte opzioni stanno scadendo “near at the money”, vale a dire che il prezzo del sottostante si trova a livelli prossimi con gli strike price.
Questo porterà ad aggiustamenti molto frenetici degli operatori in prossimità della scadenza.
Probabilmente assisteremo ad elevata volatilità per tutto il giorno.

Tuttavia, la domanda che vogliamo porci è la seguente:

cosa succederà da lunedi se non da oggi stesso?

È possibile che parte delle azioni comprate in questi giorni siano rivendute?

Difficile dirlo.

Ciò che si può dire però è che

Il rapporto tra opzioni put e opzioni call aperte è a livelli piuttosto elevati.

Questo significa che nel corso degli ultimi mesi l’attività in opzioni si è concentrata nella copertura dei rischi downside. Spesso accade che a coprirsi sono i fondi, le assicurazioni, i fondi pensioni, le proprietà delle banche.

Questo tramite l’acquisto di put.

A vendere le put sono i dealers, cioè i market maker, quegli operatori che “per mestiere” quotano sistematicamente i prezzi delle opzioni fornendo liquidità al mercato.
Compito di questi operatori è quello di fare soldi dal bid-ask spread gestendo, al contempo, in modo ottimale i rischi. Difficilmente un market maker prende una view direzionale su un sottostante. Quando si trova a vendere una put ad un istituzionale che l’ha comprata per coprirsi dal rischio downside, egli contemporaneamente vende un quantitativo di titoli che serve a compensare il deprezzamento che subisce la sua posizione corta put se il sottostante scende.

Tale quantitativo è il famoso “delta” dell’opzione. Il problema è che il “delta” non è una misura fissa.

Esso sale se il titolo scende e scende se il titolo sale.

Questo obbliga il market maker e fare sempre degli aggiustamenti per coprirsi dai rischi, generando nel contempo molta volatilità sui mercati.

E più la quantità di opzioni in scadenza è grande tanto più la volatilità sarà elevata

Quindi, in sintesi, senza entrare troppo nel dettaglio tecnico, la scadenza di oggi potrebbe tenere ancora sostenuti i mercati azionari fino a metà pomeriggio.
Probabile, invece che verso la chiusura del mercato americano si assista ad un indebolimento dei listini che potrebbe proseguire nella seduta di lunedi.

Ma al di là di questi movimenti ciò che ci sentiamo di dire è che l’analisi tecnica è importante in finanza soprattutto per gli operatori che operano tutti i giorni sui mercati.
Ma, come dicevamo all’inizio dell’articolo, diventano quasi irrilevanti se si osserva il mercato in un più ampio arco temporale.

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