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Qual è la migliore asset allocation del momento?

È dura la vita per i gestori, per coloro che ogni mattina devono rispondere alla domanda:

Bond o Azioni?

In un contesto caratterizzato da aumenti dei tassi di interesse, dare una risposta decisa risulta difficile.
Se da un lato si è praticamente certi che, se i tassi continuano a salire, i bond ne soffriranno ancora, non è altrettanto certo che le azioni possano non scendere.

E allora la scelta diventa difficile.

Da un lato c’è chi in contesti come questo sceglie di stare in liquidità.
Rimane in attesa di tempi migliori per investire in azioni e bond passata la tempesta
Dall’altra parte c’è chi invece pensa che in un contesto di tassi di interesse in rialzo rimanere cash potrebbe implicare una perdita di potere di acquisto e quindi il rendimento reale del cash risulterebbe negativo.

Quindi che fare?

Vediamo cosa sta succedendo nel 2022.

L’inizio di quest’ anno ha visto un disaccoppiamento dei flussi.
Il comparto azionario ha continuato ad attrarre flussi mentre il comparto obbligazionario ha visto riscatti.
Pià precisamente, il comparto dei bond ha visto riscatti per 20 miliardi di USD a fronte di nuovi flussi in acquisto sul comparto azionario per quasi 200 miliardi di USD. Solo la scorsa settimana sono mi confluiti nel comparto 34.1 miliardi di USD.

La domanda che ci poniamo a questo punto è la seguente:

ma come è possibile?

La risposta va ricercata nei rendimenti passati.
È il passato ci dice che i flussi seguono i rendimenti, non il contrario. Quindi, se nel primo trimestre del 2022 abbiamo assistito ad importanti flussi in acquisto sulle azioni è grazie ai buoni risultati conseguiti dal comparto nel 2021. Questo anche se il mercato è sceso nei primi mesi dell’anno.

Al contrario, si assistito a riscatti dal comparto obbligazionario proprio a causa dei rendimenti poveri realizzati da questo comparto nei mesi passati.

Ma sarà sempre cosi?

Nessuno può saperlo.
Ci sono tanti scenari possibili e come sempre fare delle scelte monodirezionali non paga mai.
Meglio affidarsi alla sempreverde regola della diversificazione con un occhio di riguardo alle percentuali di asset da detenere in portafoglio che potrebbero anche essere modificate nel corso dell’anno.
Per non sbagliare si potrebbe oggi pensare di stare su un 40% di azioni, 40 obbligazioni e 20% di liquidità da utilizzare per ogni occasione favorevole del mercato.

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