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Fine della rotazione?

Fino a qualche giorno il tema predominante è stato quello della rotazione settoriale.
Gli investitori, a fronte di un rialzo dei tassi imminente, preferivano passare dai titoli growth ad alta crescita, a quelli Value più solidi dal punto di vista finanziario.

Si diceva che eravamo a metà del guado di questo processo.

E ora a che punto siamo?

Per rispondere a questa domanda bisogna seguire i mercati con una logica che in gergo viene definita bottom up.

Bottom Up

Si tratta di un’analisi che parte dai dettagli e consente di spiegare in anticipo il verificarsi di trend futuri o quanto meno a capire i driver di trend attuali.

Osservando i grafici che rappresentano e identificano la performance dei vari settori finanziari si può notare quali di questi settori guidano i rialzi ed i ribassi.
Analizzando la situazione partendo proprio dal particolare, si può evidenziare come il processo di rotazione delinea un pattern molto confuso.
Un giorno salgono i growth, il giorno dopo scendono e salgono i value, poi scendono entrambi e via via…

Qualche giorno fa però si iniziavano ad intravedere i primi segnali della fine della rotazione.
I titoli con duration finanziaria elevata avevano fatto bottoming, erano arrivati ad un livello di prezzo davvero molto basso.
La sottoperformance dei titoli growth sui value iniziava a perdere momentum ribassista.

La seduta di ieri ha segnato un’inversione. Siamo tornati a vedere un mercato guidato dai titoli tech e dai titoli del settore communication. In pratica hanno trionfato i titoli growth. E a conferma di tale trend di fine rotazione è stata la continuazione del rimbalzo dei titoli con duration finanziaria lunga.

La correlazione di performance all’interno di questi panieri di titoli, ogni giorno è elevatissima. Il mercato si muove per temi. E ora possiamo dire che il tema prevalente è la chiusura della rotazione fuori dai growth e dentro i value.

E quindi? Che fare?

La risposta potremmo trovarla sul dato dei CPI atteso in pubblicazione oggi pomeriggio.

Le attese sono per un nuovo picco dei prezzi al consumo

Dati più bassi delle attese potrebbero far proseguire questa contro-rotazione. Al contrario, dati più elevati delle aspettative finirebbero per far scattare le prese di profitto sui titoli growth e ad alto beta.
Ma attenzione a non farsi guidare dall’emotività che un dato può scaturire in noi.
Un dato rimane pur sempre un dato e non può guidare le nostre scelte di lungo termine.

Come sempre vige la regola della disciplina

Se abbiamo pianificato correttamente i nostri obiettivi finanziari non dobbiamo avere nessun timore dei movimenti di breve termine del mercato.
Basterà semplicemente mantenere le proprie posizioni e i propri investimenti che dovranno però essere coerenti con l’orizzonte temporale definito in partenza.

Buona pianificazione a tutti…

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